Dai dati all’evidenza: metodi, opportunità e ostacoli del mondo reale. 

I moderatori introducono la sessione con una riflessione relativa al fatto che dati ed evidenze sono due aspetti profondamente diversi e si può passare dai primi alle evidenze solamente attraverso un approccio metodologico rigoroso. Tale approccio è necessario al fine di garantire l’applicabilità in modo sistematico delle evidenze prodotte e supportare il livello decisionale soprattutto in quei sistemi sanitari pubblici in assume grande rilevanza un uso razionale delle risorse. 

 

Il primo intervento è stato quello della Dott.ssa Jodicke, Senior Associate Researcher presso l’Università di Oxford, che ha illustrato Darwin, rete Europea per l’analisi dati con la finalità di produrre evidenze al fine di supportare l’apparato regolatorio nei processi decisionali. Darwin è composto da una decina di do database alimentati dai diversi paesi europei e nel futuro l’Italia potrebbe contribuire alimentandolo con i dati dei Registri di Monitoraggio AIFA. La Dottoressa ha poi messo in evidenza la necessità di standardizzare dati e analisi con l’obiettivo di effettuare studi, e produrre quindi evidenze, a livello di popolazioni. Sono poi stati illustrati due studi effettuati utilizzando Darwin.

L’intervento del Prof. Mantovani si è focalizzato sulla trasferibilità dei dati; il profilo dei nuovi farmaci è noto essenzialmente grazie a modelli matematici applicati nelle sperimentazioni cliniche in cui le popolazioni sono estremamente selezionate ed è importante comprendere come questi possano aiutarci al meglio a produrre Real World Evidence. Sono seguite poi alcune riflessioni sull’utilità delle Real World Evidence e sul loro campo di applicazione. 

L’Avvocato Stefanelli ha invece proposto una panoramica sul rapporto tra Real World Data e trattamento dei dati sensibili; è stato dato ampio spazio al concetto di utilizzo secondario del dato, ossia l’uso diverso dalle finalità rispetto alle quali è stato raccolto. In Sanità questo concetto è molto presente in quanto è necessario comprendere il quadro normativo e le possibilità che ci sono nel momento in dati che vengono raccolti per finalità di diagnosi e cura possono esser impiegato poi per motivi di ricerca. 

Infine, il Dott. Santoleri, ha proposto l’esperienza relativa all’utilizzo del dato just-on-time per analizzare l’aderenza alla terapia, mettendo quindi in evidenza come sia possibile raccogliere e utilizzare dati nell’immediato e già nel mondo reale  per verificare  e migliorare i processi di cura.

 

Carlo Crespini

 

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